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Filariosi del cane

Filariosi del cane | Filariosi: cosa è cambiato | Zanzare in Italia: fenomeno in aumento

Filariosi Sottocutanea del cane: una patologia emergente

Accanto alla più nota Filariosi Cardiopolmonare, il cane può essere colpito anche dalla Filariosi Sottocutanea causata da Dirofilaria repens.
Il ciclo biologico è sovrapponibile a quello della Filariosi Cardiopolmonare, con l’unica differenza che i parassiti adulti (lunghi fino a 15 cm) si localizzano nel sottocute del cane colpito. Il vettore è sempre rappresentato dalle medesime zanzare che trasmettono la forma cardiopolmonare. Una zanzara, inoltre, può trasmettere contemporaneamente, nel corso del medesimo pasto di sangue, entrambe le Filarie.
L’importanza della Filariosi Sottocutanea è accresciuta dal fatto che può colpire anche l’uomo (zoonosi) e la sua incidenza risulta aumentata significativamente negli ultimi anni. 

Presente in tutta Italia

La Filariosi Sottocutanea è presente nel centro-nord, dove affianca la forma Cardiopolmonare, nel sud e nelle isole.
Filariosi sottocutanea nel cane. diffusione filariosi in Italia

La frequente compresenza di D. immitis e D. repens(3) nei cani serbatoio (ovvero nei cani che hanno contratto il parassita in quanto non sottoposti al trattamento di prevenzione) accresce il rischio di trasmissione contemporanea di entrambe le Filariosi.

Una malattia del cane troppo spesso sottovalutata

Il potenziale patogeno della Filaria sottocutanea nel cane non è del tutto chiarito e potrebbe essere sottostimato. Le forme cliniche riportate nel cane coprono una vasta gamma di patologie cutanee: comparsa di noduli sottocutanei, alopecia, dermatiti generalizzate, prurito, papule e granulomi(1)(5)(6).
Filariosi sottocutanea nel cane. sindromi filariosi
Filariosi sottocutanea nel cane. Nodulo sottocutaneo da D. repens in un cane

Nodulo sottocutaneo da D. repens in un cane

Filariosi sottocutanea nel cane. Estrazione del parassita adulto dal nodulo

Estrazione del parassita adulto dal nodulo

Una malattia sempre più frequente anche nell’uomo

D. repens è considerata oggi una patologia in espansione nell’uomo (zoonosi). L’Italia è al primo posto nel mondo per il numero di segnalazioni riportate nella letteratura medica: in 5 anni i casi riportati sono stati 117 (pari al 40% dei casi italiani riportati in totale), registrando un incremento marcato rispetto al passato(2) .

Le forme cliniche nell’uomo

Nell’uomo sono segnalati noduli nel sottocute, nel derma o nella sottomucosa. Possono essere presenti eritema o prurito. Frequenti le localizzazioni oculari (palpebre, congiuntiva, orbita) e riportata anche la presenza del parassita a livello muscolare, linfonodale e viscerale(2). L’uomo è un ospite terminale del parassita, che non svolge quindi in esso il suo ciclo biologico. 

Prevenire la Filariosi Sottocutanea nel cane per ridurre i rischi di zoonosi

D. repens compie il proprio ciclo biologico nel cane e non nell’uomo. Solo nel cane, quindi, la zanzara potrà assumere con il pasto di sangue le microfilarie e trasmettere successivamente l’infestazione ad altri soggetti. Il serbatoio della
forma che può colpire l’uomo è perciò il cane: la prevenzione regolare della Filariosi Sottocutanea nel cane riduce il numero di soggetti potenziali serbatoi della malattia e può quindi contribuire a ridurre i casi di zoonosi nell’uomo(2).

L’importanza di una prevenzione contro le Filariosi che sia completa e completa e gradita al cane

Prevenzione filariosi nel cane. Prevenzione mensile con tavolette a base di carne

Tavoletta masticabile per la prevenzione mensile delle filariosi

La prevenzione mensile per mezzo di tavolette masticabili a base di carne è oggi la soluzione più apprezzata contro le Filariosi. La presenza di vera carne nella formulazione della tavoletta è una caratteristica unica e la rende estremamente gradita: i cani la preferiscono spontaneamente 37 a 1 rispetto alle compresse*. Semplice e sicura in tutte le razze, Collie compresi, la tavoletta masticabile è la migliore arma di prevenzione in termini di praticità e gradimento. Rivolgetevi al vostro Medico Veterinario: sarà lui a darvi tutte le indicazioni in merito e ad effettuare gli esami ritenuti opportuni.

*Rapporto rilevato in tre studi con ricercatori indipendenti su 331 cani di 25 diverse razze ed incroci. Data on file

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BIBLIOGRAFIA:
1. ESCCAP, Controllo delle infestazioni elmintiche nel cane e nel gatto, Linee guida, 2006
2. Pampiglione S. et al.: Mappe Parassitologiche, 8: 83-116, 2007
3. Genchi C.: Set. Vet. 527 (supplemento), 3-14, 2006
4. Fioretti D.P. et al.: Parassitologia, 45: 79-83, 2003
5. Grandi G. et al.: Mappe Parassitologiche, 8: 61-66, 2007
6. Venco L.: Mappe Parassitologiche, 8: 135-136, 2007


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